Responsabilità civile dell’amministratore delle società


 

Quando si configura la responsabilità dell’amministratore della società, chi possono essere i danneggiati e chi deve esperire l’azione di risarcimento

La responsabilità civile dell’amministratore delle società è quella che scatta in capo a tale soggetto nel caso in cui il suo comportamento è stato poco diligente e ha cagionato un danno ad altri soggetti.

Responsabilità civile dell’amministratore delle società: in cosa consiste
L’amministratore di una società risponde ogniqualvolta agisce con dolo o colpa e non esegue correttamente e con diligenza i compiti che gli sono affidati.
In tale ipotesi, scatta il risarcimento del danno, a seconda dei casi verso la società, i soci o soggetti terzi.

Amministratore responsabile verso la società
La responsabilità dell’amministratore verso la società scatta in ogni caso in cui vi sia stata una violazione degli obblighi di legge o dello statuto o degli obblighi di diligenza, che abbia cagionato un danno in stretto legame causale con essa.L’azione di risarcimento va proposta entro cinque anni a iniziativa della società direttamente, del collegio sindacale o di una minoranza qualificata di soci.

Amministratore responsabile verso i soci
L’attività dell’amministratore (o la sua inattività) può danneggiare non solo la società ma anche un solo socio, senza che la prima subisca alcuna conseguenza.
Anche in tal caso, l’amministratore può essere chiamato a risarcire il danno, questa volta esclusivamente su domanda diretta del socio danneggiato (da esperire sempre nel termine di prescrizione quinquennale), purché sussistano la violazione imputabile all’amministratore (e non alla società), il danno e il nesso di causalità tra la prima e il secondo.

Amministratore responsabile verso i terzi
La responsabilità dell’amministratore verso i terzi è paragonabile a quella verso i singoli soci.
Un’ipotesi particolare di terzo è rappresentata dai creditori sociali, nei cui confronti l’amministratore può essere chiamato a rispondere ogniqualvolta il suo comportamento colposo, doloso o poco diligente abbia cagionato delle perdite nel patrimonio sociale, tali da compromettere i diritti dei creditori.
Questi, per essere risarciti, devono dimostrare che vi sia stata una violazione dell’obbligo di conservare il patrimonio sociale imputabile all’amministratore, di non essere in grado di soddisfare i propri diritti di credito aggredendo il patrimonio sociale e che tale danno è diretta conseguenza della predetta violazione.
L’azione va proposta entro cinque anni.

Responsabilità civile dell’amministratore: la giurisprudenza
La giurisprudenza sulla responsabilità civile dell’amministrazione di una società è molto copiosa.
Tra le pronunce più recenti può essere segnalata l’ordinanza del Tribunale di Napoli del 28 febbraio 2020 (sotto allegata), con la quale, con riferimento a un’azione di responsabilità esercitata dal curatore di un fallimento verso l’amministratore di una società fallita, il giudice ha chiarito che tale azione “ha natura contrattuale e carattere unitario ed inscindibile, risultando frutto della confluenza in un unico rimedio delle due diverse azioni di cui agli artt. 2393 e 2394 c.c.”.
Di conseguenza “nel relativo giudizio, su chi la promuove grava l’onere di dimostrare la sussistenza delle violazioni ed il nesso di causalità tra queste ed il danno verificatosi, mentre incombe, al contrario, sugli amministratori ed i sindaci l’onere di dimostrare la non imputabilità a sé del fatto dannoso, fornendo la prova positiva, con riferimento agli addebiti contestati, dell’osservanza dei doveri e dell’adempimento degli obblighi loro imposti”.

Fonte: Studio Cataldi – Il diritto quotidiano