La targa prova può essere apposta solo su veicoli privi di carta di circolazione

La finalità della targa prova è di consentire la circolazione provvisoria, attribuendo una copertura assicurativa, ai veicoli non immatricolati (Cassazione n.28433/2020)

La III Sezione Civile della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 28433 depositata il 14 dicembre 2020 (testo in calce), ha chiarito in quali ipotesi gli autoveicoli non immatricolati possono circolare attraverso l’apposizione della “targa prova”, affrontando la tematica della responsabilità civile in caso di sinistro. Il collegio ha disapprovato la prassi “che non trova riscontro nella disciplina di settore”, di dotare, di targa prova, i veicoli già targati e provvisti di carta di circolazione.

La vicenda
La circolazione su strada dei veicoli privi di carta di circolazione è consentita tramite l’apposizione della targa di prova, ove occorra procedere a prove tecniche, sperimentali o costruttive, ovvero per dimostrazioni finalizzate alla vendita. Così la III Sezione Civile ha dato una svolta giuridica a una fattispecie di sinistro stradale: il conducente, dipendente di un’officina meccanica incaricata di verificare un guasto, aveva perso il controllo della vettura, per l’occasione circolante con la targa di prova facente capo alla medesima officina, per cui furono citate nel giudizio civile, finalizzato al risarcimento dei danni occorsi ai trasportati, sia la Compagnia assicuratrice del mezzo che quella della targa prova. In prima battuta il Tribunale condannava l’officina meccanica, proprietaria della targa prova, come pure la Compagnia assicuratrice del mezzo. Il giudice territoriale confermava la lettura della vicenda data dal collega di prime cure. La Compagnia assicuratrice del veicolo si rivolge al giudice di legittimità di Piazza Cavour che, tuttavia, rigetta il ricorso.

La targa di prova e la carta di circolazione
Il collegio, dopo aver richiamato la normativa applicabile al caso (d.P.R. 24/11/1970 n. 973, sull’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, il Codice delle assicurazioni, il Codice della Strada, il d.P.R. 24/11/2001 n. 474, recante Regolamento di semplificazione del procedimento di autorizzazione alla circolazione di prova dei veicoli) ha esaminato la vexata quaestio sull’impiego della targa prova su mezzi già immatricolati, da parte di concessionarie o officine, per esigenze tecniche o finalizzate al commercio. Plurime volte è emerso il contrasto tra le prassi applicative del MIT (che avalla l’impiego della targa prova pure su veicoli già immatricolati) e del Viminale (il quale relega l’utilizzo della targa prova unicamente a veicoli non ancora immatricolati e, quindi, privi di carta di circolazione).

La finalità della targa prova
Secondo i giudici ermellini alla targa prova deve riconoscersi la finalità di consentire la circolazione provvisoria, assegnando una copertura assicurativa, ai mezzi privi di carta di circolazione. Pertanto la targa prova e la relativa assicurazione non operano nelle ipotesi ove il veicolo, rispetto al quale risulti essere stata rilasciata la carta di circolazione, a seguito di immatricolazione, mentre trova applicazione la garanzia del veicolo. La targa prova rappresenta, pertanto, una deroga, che sana soltanto la mancanza dell’immatricolazione e, per l’effetto, della carta di circolazione: “la targa prova rappresenta, in definitiva, una deroga alla previa immatricolazione e alla documentazione propedeutica alla “messa in circolazione”, ma se l’auto è già in regola con i due presupposti (Carta di circolazione e immatricolazione), la deroga non è funzionale allo scopo”.

Gli scopi cui è finalizzata la targa prova
Il ricorso per cassazione è stato quindi rigettato atteso che, il veicolo già targato, anche se circola per esigenze di prova, a scopo dimostrativo o per collaudo, non può esibire la targa di prova, la quale deve essere applicata unicamente su veicoli privi di carta di circolazione. Difatti, se la targa di prova presuppone l’autorizzazione ministeriale, e se quest’ultima può essere concessa solo per i veicoli privi di carta di circolazione, ne consegue che l’apposizione della targa di prova sui veicoli già targati rappresenta una prassi priva di riscontro nella disciplina di settore. Di talchè dei danni derivanti dalla circolazione del veicolo già targato, che circoli con targa prova, deve rispondere, ove ne ricorrono i presupposti, solo l’assicuratore del veicolo e non l’assicuratore della targa di prova.

Fonte: Altalex.com

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