Danno da fermo tecnico: per ottenere il risarcimento va dimostrato


 

Occorre provare la spesa fatta per procacciarsi un mezzo sostitutivo o la perdita per la rinuncia forzata ai proventi ricavabili dall’uso del mezzo (Cassazione civile, ordinanza n. 5447/2020)

Di Laura Biarella – Professionista/Avvocato

Al fine di essere liquidati del danno da fermo tecnico, non basta asserire la mera indisponibilità del mezzo come conseguenza del sinistro che ha cagionato danni al medesimo, bensì, secondo la Corte di Cassazione, è necessario comprovare specificamente di aver sostenuto delle spese per procurarsi un mezzo sostitutivo, oppure che la mancanza di impiego del veicolo ha determinato una perdita economica, avendo il danneggiato dovuto rinunciare agli introiti che avrebbe potuto conseguire impiegando il veicolo.
Lo ha affermato la VI-3 Sezione civile della Corte di Cassazione, nell’ordinanza 28 febbraio 2020, n. 5447

I fatti
Una donna conveniva dinanzi al Giudice di Pace l’antagonista del sinistro e la Compagnia Assicuratrice, per sentir dichiarare il primo esclusivo responsabile dell’evento dannato, quindi chiedeva la condanna dei convenuti, in via solidale, al pagamento, a titolo di risarcimento del danno, di una somma globale, di cui in parte imputabile per i costi della vettura sostitutiva.

La vicenda nei gradi di merito
Il Giudice di Pace, accertata l’esclusiva responsabilità del convenuto, lo condannava, in solido con la compagnia, al pagamento, in favore dell’attrice, della somma parzialmente richiesta. In appello il Tribunale, affermava, ai sensi dell’art. 2054 c.c., comma II, la pari responsabilità dei conducenti dei veicoli antagonisti, evidenziando che l’accertamento in concreto della colpa di uno dei soggetti coinvolti nel sinistro non escludeva la presunzione di colpa dell’altro, ove, come nella fattispecie, non fosse stata fornita la prova liberatoria, ossia di essersi conformato alle norme sulla circolazione stradale e della comune prudenza: l’attrice non aveva fornito la prova liberatoria, non avendo dimostrato di avere impiegato la massima prudenza nell’approssimarsi ad una intersezione, come invece richiesto dal C.d.S. (art. 145, comma I). Inoltre, escludeva il risarcimento il danno da fermo tecnico, per mancanza di concreta allegazione e di prova dello stesso.

La presunzione di pari responsabilità
In Cassazione il ricorso formulato dalla donna viene rigettato. In particolare, la Corte ha ribadito che “in tema di responsabilità derivante da circolazione stradale, nel caso di scontro tra veicoli, ove il giudice abbia accertato la colpa di uno dei conducenti, non può, per ciò solo, ritenere superata la presunzione posta a carico anche dell’altro dall’art. 2054 c.c., comma 2, ma è tenuto ad verificare in concreto se quest’ultimo abbia o meno tenuto una condotta di guida corretta” (Cass. 23431/2014).

Il danno da fermo tecnico
La donna, inoltre, aveva lamentato che il Tribunale, a dispetto dell’evidente indisponibilità del mezzo in conseguenza dei danni dallo stesso riportati, avesse rigettato, per mancanza di prova specifica, l’istanza di risarcimento per “danno tecnico”. Tuttavia la Cassazione ha concordato col collega di merito, ribadendo il principio secondo cui “il danno da “fermo tecnico” di veicolo incidentato deve essere allegato e dimostrato e la relativa prova non può avere ad oggetto la mera indisponibilità del veicolo, ma deve sostanziarsi nella dimostrazione o della spesa sostenuta per procacciarsi un mezzo sostitutivo, ovvero della perdita subita per la rinuncia forzata ai proventi ricavabili dall’uso del mezzo” (Cass. 20620/2015).

Fonte: ALTALEX