Danno biologico da origine lavorativa: la nuova tabella INAIL


 

Eliminata la diversificazione degli importi in base al sesso. Indennizzi più alti del 40%

Di Marcella Ferrari – Professionista/Avvocato

La nuova tabella INAIL per il danno biologico da origine lavorativa (D.M. 45/2019) sostituisce la precedente risalente al 2000 (D.M. 12 luglio 2000). Tra le novità più rilevanti, emergono l’eliminazione della differenziazione per sesso nella determinazione dell’indennizzo ed un aumento di circa il 40% rispetto agli indennizzi precedenti. Analizziamo le novità così come illustrate nella Circolare INAIL 27/2019.

Il danno biologico da origine lavorativa
Durante lo svolgimento delle proprie mansioni, il lavoratore può patire un infortunio o essere afflitto da una malattia professionale. Per questo motivo, i datori di lavoro sono obbligati ad assicurare i propri dipendenti – legati da un vincolo di lavoro subordinato – presso l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro); non solo, sono soggette all’obbligo assicurativo anche altre categorie lavorative, nei limiti e nei casi previsti dalla legge (D.P.R. 1124/1965). In tal modo, al lavoratore sono garantite le prestazioni sanitarie ed economiche, così come ai congiunti superstiti del dipendente eventualmente deceduto. Orbene, il danno biologico da origine lavorativa è definito dalla legge come la lesione all’integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico legale, della persona e si fa riferimento ad una tipologia di pregiudizio conseguente ad infortuni sul lavoro e a malattie professionali. Le prestazioni per il ristoro del danno biologico sono determinate in misura indipendente dalla capacità di produzione del reddito del danneggiato (art. 13 c. 1 d. lgs. 38/2000).

Cos’è la tabella INAIL per il danno biologico
La tabella INAIL contiene i riferimenti per determinare il risarcimento del danno biologico da origine lavorativa, ossia i pregiudizi subiti in seguito ad infortuni sul lavoro o a malattie professionali. Per legge, l’indennizzo del danno biologico può avvenire in forma di capitale o rendita, a seconda della percentuale di invalidità accertata.

Lo schema risarcitorio può così riassumersi:
per un’invalidità inferiore al 6%, non è previsto alcun ristoro (si parla della cosiddetta franchigia);
per le menomazioni pari o superiori al 6% e inferiori al 16%, l’indennizzo è erogato in capitale secondo quanto previsto dalla “tabella indennizzo danno biologico”;
per le menomazioni di grado pari o superiore al 16%, l’indennizzo è erogato come rendita, secondo quanto previsto dalla “tabella indennizzo danno biologico” e dalla “tabella dei coefficienti”.
Nella presente trattazione, rileva l’indennizzo erogato in capitale agli infortunati o tecnopatici (ossia ai soggetti affetti da malattia professionale); una volta accertata la presenza dei postumi, all’assicurato viene liquidato un capitale nella misura indicata nella “Tabella del danno biologico in capitale”. Prima di analizzarne il funzionamento, ricordiamo brevemente alcune delle fonti normative che vengono qui in rilievo.

Alcuni riferimenti normativi
DPR 1124/1965 recante il “Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”.
D. lgs. 38/2000 recante le “Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”; in particolare, l’art. 13 sul danno biologico.
Circolare INAIL 57/2000 dettata sull’art. 13 del d. lgs. 38/2000
D. M. del 12 luglio 2000 in materia di approvazione di “Tabella delle menomazioni”; “Tabella indennizzo danno biologico”; “Tabella dei coefficienti”, relative al danno biologico ai fini della tutela dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
Circolare INAIL 27/2019 recante l’adeguamento della Tabella per il danno biologico in capitale (oggetto della presente trattazione).

I principi informatori delle tabelle
La nuova tabella di indennizzo per il danno biologico in capitale (adottata con D.M. 45/2019) sostituisce quella precedente del 2000, ma segue gli stessi principi fondamentali a cui era informata la precedente. In particolare, i canoni di riferimento mantenuti in vigore sono tre (Circ. INAIL 57/2000):
l’indennizzo è a-reddituale, prescinde cioè dalla retribuzione dell’assicurato, in quanto la menomazione in sé produce lo stesso pregiudizio alla persona per tutti gli esseri umani;
l’indennizzo è crescente al crescere della gravità della menomazione, al crescere della percentuale di invalidità, aumenta il peso di ciascun punto percentuale aggiuntivo, in quanto va ad incidere su di un quadro clinico maggiormente compromesso;
l’indennizzo è variabile in funzione dell’età, cioè decresce al crescere dell’età.
Invece, la principale novità della nuova tabella consiste nell’eliminazione della differenziazione di genere nella determinazione del ristoro patrimoniale. Pertanto, la tabella di indennizzo del danno biologico in capitale è unica, per uomini e donne; gli importi, come già detto, sono distinti solo per grado di menomazione ed età.

I nuovi importi: indennizzi più alti del 40%
I nuovi importi riportati nella tabella:
derivano dalla ponderazione delle tabelle precedenti (che erano divise per sesso),
comprendono la maggiorazione corrispondente all’aumento straordinario dell’8,68 % (dal 1° gennaio 2008) e del 7,57% (dal 1° gennaio 20146) per un’aliquota complessiva del 16,25%.
Il nuovo punto Inail è pari ad euro 1.430,68 e cresce in misura progressiva all’aumentare del grado. Tale valore è stato rideterminato partendo dal punto base unitario annuale, stabilito nel 2000, sulla base della “speranza di vita” desunta dalle nuove tavole di mortalità. In media, gli indennizzi sono più alti di circa il 40% rispetto alle Tabelle del 2000 (comprensive degli aumenti straordinari intervenuti). Inoltre, gli importi degli indennizzi sono rivalutati annualmente in base alla variazione dell’indice ISTAT.

Decorrenza e ambito di applicazione
La nuova tabella trova applicazione per gli infortuni e le malattie professionali denunciate a partire dal 1° gennaio 2019. Circa l’ambito di applicazione, operano i meccanismi stabiliti dall’art. 13 d. lgs. 38/2000, ossia:
per gli accertamenti provvisori dei postumi effettuati su eventi dal 01.01.2019, per i quali segue l’accertamento definitivo di conferma o aumento del grado, si utilizzano gli importi dei valori capitali previsti nella nuova Tabella;
per gli accertamenti provvisori effettuati su eventi antecedenti al 01.01.2019, per i quali segue l’accertamento definitivo di conferma o aumento del grado effettuato a far data dal 01.01.2019, si utilizzano gli importi dei valori capitali previsti nelle Tabelle previgenti.
Per completezza espositiva, si ricorda che, se non è possibile determinare immediatamente il grado di inabilità, può aversi una valutazione provvisoria dei postumi con una liquidazione dell’indennizzo in capitale provvisorio, a cui segue la valutazione definitiva dei postumi con la liquidazione definitiva dell’indennizzo in capitale.

Unificazione dei postumi
Si parla di unificazione dei postumi quando si considera un’unica menomazione complessiva, in cui i singoli postumi perdono la loro autonoma rilevanza e non possono costituire più oggetto di valutazione separata. Pertanto, ai fini dell’applicazione della nuova tabella, nel caso di unificazione dei postumi, occorre considerare la data dell’ultimo evento lesivo oggetto di unificazione.

1) Nel caso in cui tutti gli eventi oggetto di unificazione abbiano data antecedente al 01.01.2019, si fa riferimento alla tabella del 2000 (D.M. 12 luglio 2000).

2) Invece, nel caso in cui l’ultimo evento unificato sia successivo al 01.01.2019 può accadere che:

il maggior grado riconosciuto dia luogo per la prima volta a un indennizzo in capitale,
il maggior grado riconosciuto dia luogo a un nuovo indennizzo in capitale, per essere stato già indennizzato il grado riconosciuto precedentemente alla unificazione.
Quindi:
«nella prima ipotesi, si eroga l’importo del valore capitale applicando la nuova tabella al nuovo grado e all’età dell’assicurato al momento dell’insorgenza del diritto, cioè la data evento del nuovo infortunio o la data di ricezione della denuncia di malattia professionale;
nella seconda ipotesi, cioè nella fattispecie di nuovo indennizzo in capitale con precedente indennizzo riconosciuto su eventi pregressi, si utilizza sempre l’importo del valore capitale previsto dalla nuova tabella, in base al nuovo grado e all’età dell’assicurato al momento della data evento. In tale fattispecie, quest’ultimo importo verrà però decurtato di quanto già corrisposto, ricalcolato con riferimento all’età dell’assicurato e nella misura indicata nella nuova Tabella come sopra indicato».

Richieste di aggravamento e revisione indennizzo
La nuova tabella trova applicazione anche nel caso di richieste di aggravamento presentate dal malato a partire dal 01.01.2019. Infatti, a prescindere dalla data dell’evento lesivo, le suddette richieste che comportano un aumento del grado di menomazione precedentemente indennizzato in capitale, o un primo indennizzo del danno biologico in capitale, si liquidano sul valore capitale previsto dalla nuova Tabella.

L’indennizzo si calcola:

in base all’età dell’assicurato al momento della richiesta,
in base alla tabella vigente al momento dell’istanza di adeguamento,
dall’importo così determinato si sottrae il capitale corrispondente al grado di menomazione precedentemente indennizzato, ricalcolato prendendo a riferimento l’età dell’assicurato al momento della richiesta e la tabella indennizzo in danno biologico vigente al momento medesimo;
se il capitale, per effetto di rivalutazioni della tabella indennizzo in danno biologico, nel frattempo intervenute, risultasse superiore a quello a suo tempo effettivamente corrisposto, si deve detrarre l’importo effettivamente corrisposto.
Infine, «con riferimento alle situazioni in cui la rendita cessa a seguito di recupero dell’integrità psico-fisica, con decorrenza dal 1° gennaio 2019, nei limiti del 16% e con grado accertato pari o superiore al 6%, l’indennizzo del danno biologico in capitale è liquidato nella misura indicata nella nuova Tabella secondo i citati criteri. Trova applicazione il principio di carattere generale e le istruzioni contenute nella circolare Inail n. 4 agosto 2000, n. 57, che prevedono che all’assicurato venga liquidato l’indennizzo in capitale corrispondente al grado di menomazione accertato, utilizzando la Tabella vigente al momento della soppressione della rendita e facendo riferimento all’età dell’assicurato allo stesso momento.»