ASSICURAZIONI, POLIZZA TRADIZIONALE E ONLINE: L’INVERSIONE DI ROTTA


 

Da Massimo Quezel

 

Da ormai vent’anni si è affermata, nel nostro paese, la proposta di prodotti assicurativi venduti a distanza (telefonicamente o via internet), in particolare nell’ambito delle coperture RC auto.

La confidenza sempre maggiore da parte dei consumatori nei confronti del web ha permesso il fiorire di un mercato di vendita online di polizze, aiutato anche dai cosiddetti “preventivatori”, ovvero siti che consentono, con pochi click del mouse, di confrontare numerose proposte assicurative in un colpo solo. Un bel risparmio di tempo rispetto a quando il proprietario di un’auto, per poter scegliere quale polizza sottoscrivere, doveva recarsi personalmente presso diverse agenzie così da avere un preventivo.

Il criterio con il quale i preventivatori presentano i risultati è soltanto uno: il prezzo. Si tratta di un grande limite e di un grande pericolo per la corretta informazione del consumatore, in quanto, come più volte detto anche in queste pagine, non si deve fare attenzione soltanto a questa variabile, pur importante, nello scegliere il prodotto assicurativo più adatto alle proprie esigenze.

Del resto in un paese come l’Italia, tra i meno assicurati in Europa, esiste un limite culturale dato dalla scarsissima attenzione rivolta dai cittadini all’importanza di tutelare il proprio patrimonio e la propria incolumità, anche a livello famigliare, con un’idonea copertura assicurativa.

Per tale motivo è evidente che, laddove sia la legge ad imporre di munirsi di una polizza, come nel caso della RC auto, l’utente medio non possa che considerare tale imposizione quasi come una tassa, scegliendo, pertanto, di spendere il meno possibile.

Sta tutto qui il successo delle polizze online (e dei preventivatori): rapidità nel confrontare diversi preventivi, comodità nel fare tutto da casa, convenienza sui costi.

Eppure da qualche tempo a questa parte stiamo assistendo ad una inversione di marcia: molto spesso chi è assicurato online e subisce un infortunio o un incidente preferisce tornare alle care vecchie polizze “tradizionali”, quelle sottoscritte presso un’agenzia assicurativa mediante contatto diretto con un agente o un subagente assicurativo.

C’è di più: le stesse strutture che sono nate online, e che dei vantaggi delle polizze “smart” a portata di mouse ne hanno sempre fatto un vanto, oggi hanno iniziato ad aprire gli sportelli “fisici” nelle grandi città, con agenti in carne ed ossa, e non “virtuali”, a disposizione dei clienti.

Cosa sta cambiando? Probabilmente le compagnie, anche quelle online, si sono rese conto che i clienti hanno bisogno di una assistenza migliore di quella avuta finora, anche in fase di vendita.

Chi svolge il lavoro di patrocinatore stragiudiziale o di avvocato in materia assicurativa sa bene che, spesso, una polizza pagata poco, vale poco. E di questo lo sventurato assicurato se ne rende conto nel momento del bisogno, ovvero quando subisce un sinistro. In questi casi la circostanza di non avere avuto a disposizione una persona fisica con la quale confrontarsi in sede di stipula del contratto viene rimpianta amaramente.

Ecco, quindi, che dopo l’iniziale entusiasmo per aver risparmiato qualche decina di euro, arriva lo sconforto dell’essersi resi conto di non avere tra le mani un prodotto valido, o comunque in linea con le proprie aspettative.

Intendiamoci, non stiamo demonizzando tout court questi strumenti. Se utilizzati con scrupolo e approfondendo con la giusta attenzione i dettagli dei prodotti assicurativi proposti, possono senz’altro costituire una opportunità di risparmio per il consumatore, che però deve essere pienamente consapevole del fatto che la differenza di prezzo rispetto a quanto pagherebbe in un’agenzia tradizionale è dato proprio dall’assenza della figura di un consulente che lo guidi nell’acquisto. Insomma, citando un vecchio adagio pubblicitario, si tratterebbe di uno strumento “per molti, ma non per tutti”.

Un segnale ulteriore del perché i consumatori stanno tornando nelle agenzie è dato dai numeri resi noti recentemente dall’IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, riguardanti i reclami ricevuti dalle compagnie che operano nel settore RC auto. Ebbene, nel 2018 le assicurazioni online sono state destinatarie di circa il triplo dei reclami rispetto a quelle tradizionali.

L’invito, pertanto, è quello di non sottovalutare l’importanza del munirsi di una polizza assicurativa valida, in modo da evitare brutte sorprese nel momento in cui si dovrà chiedere alla compagnia di essere ristorati per il danno subìto.

E per fare questo è sempre meglio rivolgersi ad un professionista serio e preparato, sia nella fase di scelta della polizza, che nel momento in cui si dovesse affrontare il complesso iter risarcitorio